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PAZIENTI PSICHIATRICI E FAMIGLIE: L’IMPORTANZA DEL SOSTEGNO DA PARTE DEGLI ENTI DEL TERZO SETTORE

Il campo inerente alla salute mentale, rimane a tutt’oggi solo parzialmente conosciuto, pervaso da pregiudizi, che alimentano paura,

vergogna e disorientamento in chi si trova di fronte all’insorgere ed all’imperversare della malattia.

Il senso d’inadeguatezza che ne consegue determina molto spesso in coloro che si trovano a dover gestire il paziente psichiatrico, un atteggiamento a volte d’impotenza e di chiusura, altre di totale negazione della malattia stessa.

Il paziente che vive all’interno di un nucleo familiare è completamente pervaso dal sistema che lo circonda

e la famiglia è completamente pervasa dalla convivenza di un familiare con disturbo psichiatrico.

Molto spesso i rapporti all’interno della famiglia sono reciproci e invischianti, l’uno dipende dagli altri e viceversa.

Il compito degli operatori che attuano un percorso riabilitativo, è quello di integrare la famiglia all’interno del piano terapeutico, non si può prescindere da questa. Il compito dell’èquipe quindi, diventa multidimensionale, e multimodale.

Molto spesso le istanze del paziente e della famiglia sono multiple, sanitarie, socio-economiche, relazionali etc.

Per avviare un Percorso Terapeutico Riabilitativo Individuale di assistenza è imprescindibile avviare una rete relazionale attorno alla famiglia presa in carico.

Le associazioni di familiari che collaborano con le cooperative, sono un punto di contatto molto importante per coinvolgere altri familiari ed offrire loro un sostegno e un supporto pratico e concreto.

La famiglia rappresenta una parte importante della rete affettiva e sociale e va coinvolta totalmente nell’equipe multidisciplinare recovery oriented che svolge un lavoro di rete a più livelli di connessione. Le strategie di intervento prevedono:

il sostegno da parte degli operatori nella mediazione relazionale tra utente e familiare, l’inserimento dei familiari nei gruppi di auto mutuo aiuto previsti.

Il sostegno di un’equipe disciplinare composta da un psicologo, un mediatore familiare,

un sociologo e un animatore sociale, ai familiari dei malati psichiatrici è dunque fondamentale.

Esso, abbracciando più livelli ha, infatti, non solo il compito di accogliere ed elaborare i vissuti interiori disfunzionali,

generati dall’evento malattia, ma ha anche la mission di indirizzare concretamente i familiari sulla strada di una gestione,

di ciò che fino a quel momento era del tutto “ignoto”.

Così facendo, non solo le famiglie smettono di sentirsi abbandonate e sole di fronte al loro dramma,

ma vengono alleggerite del peso di una situazione complicata e pesante.

La cooperativa cosciente dell’importanza di riferirsi anche ai familiari da oltre 10 anni accompagna le famiglie in percorsi di sostegno,

prima aiutando le famiglie ad incontrarsi in uno spazio di “mutuo aiuto”, poi stimolando loro a riunirsi in gruppi più formali.

Infatti nasce nel 2012 il “Comitato” dei familiari e poi successivamente, il 04/10/2013.

Accompagnando i familiari, quando ormai era nata in ognuno di loro la consapevolezza che fosse giunto il momento di cristallizzare il loro gruppo in una e vera e propria Associazione di Familiari, denominata “FA-MILIARI” per accreditarsi anche nei confronti della Comunità circostante.

La  Cooperativa Litografi Vesuviani grazie ad un protocollo d’intesa stipulato con l’Associazione dei Familiari,

pone ausilio a disposizione dei familiari, affinché possa  fornire loro tutte le informazioni necessarie in merito alle varie fasi della malattia

(eziologia, sintomatologia e prognosi) e alla sua conseguente evoluzione,

procurando loro, infine, gli strumenti psicologici adeguati, per poter apprendere nuove modalità relazionali,

quali elementi fondamentali durante il processo di cura.

La famiglia rappresenta una parte importante della rete affettiva e sociale e va coinvolta totalmente nell’equipe multidisciplinare recovery oriented

che svolge un lavoro di rete a più livelli di connessione.

Questa tipologia di intervento riabilitativo che definisce centrale il ruolo della famiglia all’interno dei progetti individuali,

abbassa notevolmente i rischi di drop-out e nello specifico di ottenere i risultati attesi.

L’obiettivo del supporto alle famiglie è quello di creare una stabilità emozionale dell’ambiente familiare,

tale da rendere possibile una migliore efficacia interattiva con la persona sofferente e conseguentemente,

un ridotto rischio di recidiva.

Intendiamo, con questo, l’istaurarsi di un nuovo tipo di relazione, attiva e propositiva, in cui il ruolo dei familiari,

opportunamente preparati e supportati nella loro autostima,

venga riconosciuto come fondamentale per l’attuazione del progetto terapeutico-riabilitativo del loro congiunto.

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